29/12/09

Miguel Moliner

"Miquel Moliner era un ragazzo malinconico che nutriva un interesse morboso per tutto ciò che riguardava la morte. Sua madre era deceduta tre anni prima in uno strano incidente domestico che un medico insipiente aveva osato definire suicidio. Era stato Miquel a trovare il cadavere nel pozzo della villa estiva di famiglia, ad Argentona. Dopo aver ripescato il cadavere, si scoprì che le tasche del cappotto della donna erano piene di pietre. C'era anche una lettera scritta in tedesco, la sua lingua materna, che il signor Moliner, il quale non si era mai dato il disturbo di impararla, bruciò immediatamente senza permettere a nessuno di leggerla. Miquel Moliner scorgeva la morte: tra le foglie secche degli alberi, tra gli uccellini caduti dal nido, in mezzo ai vecchi e nello scrosciare della pioggia. Era molto portato per il disegno e spesso lo si vedeva davanti a un foglio con un carboncino in mano, intento a raffigurare sempre la stessa donna sullo sfondo nebbioso di una spiaggia deserta, una donna che Julián im-maginava fosse la madre.

«Cosa farai da grande, Miquel?»

«Io non diventerò grande» rispondeva."






Barrio Gòtico

"Quando si addentrò nel Barrio Gòtico, io gli stavo alle calcagna. Ben presto la sua sagoma si dileguò sotto i ponti tesi tra i palazzi. Archi impossibili proiettavano sui muri le loro ombre inquiete. Eravamo arrivati nel cuore incantato di Barcellona, nel labirinto degli spiriti, dove le strade avevano nomi leggendari e i folletti del tempo camminavano alle nostre spalle."





Arco Gòtico Carrer Bisbe



 


Arco Gòtico Carrer Bisbe - mappa

27/12/09

El Rey de la Magia

David Martin entra nel negozio "El Rey de la Magia", che si trova al numero 11 di Calle Princesa.

"Le vetrate della porta lasciavano intravedere a stento i contorni di un interno cupo e rivestito da tendaggi di velluto nero che avvolgevano vetrine con maschere e aggeggi di gusto vittoriano, mazzi di carte truccati e daghe con contrappesi, libri di magia e boccette di vetro molato che contenevano un arcobaleno di liquidi con le etichette in latino e probabilmente imbottigliati ad Albacete. Il campanello dell'entrata annunciò la mia presenza".

David vede uno specchio che riflette l'intero negozio ma non il suo volto.

"Un trucco interessante, vero?" Così lo accoglie il commesso del negozio.






Ingresso del Rey de la Magia



Rey de la Magia esiste davvero e si trova esattamente dove lo colloca Zafon.

Questo è il sito web del negozio:



www.elreydelamagia.com



Fu aperto nel 1881 dal mago Joaquin Partagais Jaquet, al rientro da diverse tournè americane.

Partagas tenne diversi spettacoli di illusionismo in un teatro sito nella Rambla e inventò il numero della "donna ragno". Morì nel 1931






Rey de la Magia - mappa

25/12/09

L'ordine degli avvocati

Nel gioco dell'angelo, le indagini di David Martin lo portano alla sede dell'ordine degli avvocati, situata in calle Mallorca al numero 283.






La sede dell'ordine degli avvocati come è oggi



"Salii le scale sorvegliate da lampadari di cristallo e da quella che mi parve una scultura della giustizia con busto e atteggiamento da diva del Paralelo".

Martin si era recato in quel luogo per cercare l'identità completa di Valera.

Ad accogliere Martin nella sede trovò un "ometto dal sorriso affabile" che "si smarrì in un labirinto di schedari, mormorando sottovoce".

David aspettò al banco
"lasciando scorrere lo sguardo su quell'arredamento impegnato del peso contundente della legge".





Sede dell'ordine degli avvocati - mappa

22/12/09

Pagine bianche

Con le mani incerte scartò il pacchetto ed estrasse il libro che conteneva. Lo sfogliò ed alzò gli occhi incuriosita.

"Le pagine sono bianche..."

"Per ora" risposi. "Abbiamo una bella storia da raccontare, e scriverla è compito tuo."

Strinse il libro al petto.











19/12/09

El Juego del Angel

Una splendida copertina di una edizione in lingua originale del Gioco dell'Angelo





18/12/09

Cuore di tenebra

Lo scrittore Julian Carax legge per tre volte il romanzo Cuore di tenebra, di Joseph Conrad e saputo questo Riccardo Aldaya lo invita nella sua casa per fargli visitare la sua biblioteca composta da quattordicimila volumi e tra questi se ne trovano tre con l'autografo di Conrad.





Joseph Conrad



Cuore di tenebra fù scritto da Conrad nel 1902 e racconta la storia di Marlowe che risale il fiume Congo alla ricerca del folle Kurtz.

Nell'ombra del vento, Carax nel suo appartamento parigino, vive con un enorme gatto bianco di nome Kurtz che, come dice Carax stesso  "ronfava sulla macchina da scrivere."

Marina - Prefazione dell'autore

Amico lettore,

ho sempre creduto che ogni scrittore, lo ammetta o no, ha tra i propri libri qualcuno a cui è più affezionato. Questa predilezione non ha quasi mai a che fare con il valore letterario intrinseco dell'opera né con l'accoglienza dei lettori né con gli agi o le ristrettezze che la sua pubblicazione gli ha procurato. Per qualche strana ragione, ci si sente più vicini a qualcuna delle proprie creature senza che se ne sappia spiegare bene il perché. Fra tutti i libri che ho pubblicato da quando, verso il 1992, ho iniziato questo strano mestiere, Marina è uno dei miei preferiti.

Scrissi il romanzo a Los Angeles tra il 1996 e il 1997. Avevo allora quasi trentatré anni e iniziavo a sospettare che la prima gioventù, come l'aveva definita qualche sempliciotto, mi stesse scivolando tra le dita a velocità di crociera. In precedenza avevo pubblicato tre romanzi per ragazzi, e poco tempo dopo essermi imbarcato nella stesura di Marina ebbi la certezza che sarebbe stato l'ultimo libro del genere che avrei scritto. Via via che procedevo, tutto in quella storia cominciò ad avere un sapore di addio, e quando la terminai ebbi l'impressione che qualcosa dentro di me, qualcosa che ancora oggi non so bene cosa sia ma che mi manca ogni giorno, fosse rimasto lì per sempre.

Marina è probabilmente il più indefinibile e il più difficile da classificare dei tanti romanzi che ho scritto, e forse il più personale di tutti. Paradossalmente, la sua pubblicazione è quella che mi ha causato più dispiaceri. È sopravvissuto a dieci anni di edizioni pessime e spesso fraudolente che a volte, senza che io potessi fare granché per evitarlo, hanno confuso molti lettori tentando di spacciare il romanzo per quello che non era. E tuttavia, lettori di ogni età e condizione continuano a scoprire qualcosa tra le sue pagine e ad accedere a quella soffitta dell'anima di cui ci parla Oscar, il suo narratore.

Marina alla fine torna a casa, e il racconto che Oscar conclude per lei può ora essere scoperto dai lettori, per la prima volta, nelle condizioni che l'autore ha sempre desiderato. Forse adesso, con il loro aiuto, sarò in grado di capire perché questo romanzo continua a essere presente nella mia memoria come il giorno in cui ho finito di scriverlo, e riuscirò a ricordare, come direbbe Marina, quello che non è mai accaduto.



C.R.Z.



Barcellona, giugno 2008






15/12/09

Daniel parla di Clara

Chissà cosa aveva trovato in me per offrirmi la sua amicizia: forse un pallido riflesso di se stessa, forse un'eco della sua solitudine. Nei miei sogni di adolescente, lei e io saremmo sempre stati due amanti che fuggivano in sella ad un libro, pronti a dileguarsi in un mondo immaginario fatto di illusioni di seconda mano








13/12/09

La stazione Francia



Marina inizia proprio alla stazione Francia "una cattedrale fatta di nebbia e di ferro". Qui si incontrano un poliziotto e un ragazzo scomparso, che si chiama Oscar. I due si congedano con la frase "Scompare solo la gente che ha qualche posto dove andare".

Oscar ritornerà spesso in quel luogo. "Alla stazione, German si sedette in un bar, mentre io e Marina andavamo a comprare i biglietti. Al momento di partire, German mi abbraccò con tale intensità che fui sul punto di mettermi a piangere. Poi, con l'aiuto di un facchino, salì in vettura per lasciarmi salutare Marina da solo. L'eco di mille voci e fischi si perdeva sotto l'enorme volta della stazione".

Oscar torna alla stazione al rientro dei suoi due amici
"Avevo sempre pensato che le vecchie stazioni ferroviarie fossero tra i pochi luoghi magici rimasti al mondo: I fantasmi di ricordi e di addii vi si mescolavano con l'inizio di centinaia di viaggi per destinazioni lontane, senza ritorno. Se un giorno dovessi perdermi, che mi cerchino in una stazione ferroviaria, pensai" [...] "Il treno irrompeva al galoppo in stazione. Imboccò il binario e i freni gemettero. Lentamente, con la flemma dovuta alla stazza, si fermò. I primi passeggeri, figure senza nome, iniziarono a scendere. Scrutai il marciapiede con il cuore che batteva a mille".





La stazione Francia



Troviamo la stazione Francia nel Gioco dell'Angelo, infatti è uno dei luoghi che David Martin preferisce "quella volta di acciaio e vetro dall'aspetto di cattedrale". Li David si reca per attendere la sua amata Cristina e, riferendosi alla pioggia "batteva già con forza sulla volta della stazione".




Nell'Ombra del vento Julian Carax prende un treno per Parigi "la stazione Francia era deserta e i binari parevano scintillanti spade d'acciaio" [...] "Sapeva che Penelope non avrebbe preso quel treno con lui".





Stazione Francia - mappa

Can Gispert

David Martin, quando si trasferisce in calle Flassaders scopre "un formidabile negozio di articoli coloniali in calle Mirallers [...] un piccolo bazar di meraviglie provenienti da tutti gli angoli del mondo"

E' Can Gispert, il negozio dei genitori di Isabella, ed è lei stessa a portargli la spesa a casa, prima di diventare la sua segretaria e factotum.





Interno di Can Gispert



Can Gispert esiste davvero, e si trova al numero 23 di calle Sombrerers (non dove lo colloca Zafon), vicino a Santa Maria del Mar.






 



Fù fondato nel 1851, ed era un magazzino di prodotti coloniali.

Le specialità dell'emporio sono le mandorle tostate, torroni fatti artigianalmente e la cioccolata.

L'interno di Can Gispert è invaso dall'aroma del caffè, delle spezie, del cacao e della frutta secca.





Esterno di Can Gispert








11/12/09

Grandi speranze

Il libraio Sempere regala a David il romanzo Grandi speranze di Charles Dickens e lui lo legge per ben nove volte di seguito.



"...non pensavo che potesse esistere un libro migliore e iniziavo a sospettare che don Carlos l'avesse scritto solo per me. Ben presto ebbi la ferma convinzione che non desideravo altro nella vita se non imparare a fare quello che faceva quel tal signor Dickens".








 



Dickens pubblica Grandi speranze nel 1861 e racconta del giovane Pip, che dalla sera alla mattina entra in possesso di una cospicua somma di denaro, donatagli da un misterioso benefattore che provvede alla sua educazione.

Un capolavoro di amori e relazioni incrociate.










Amore



«Qualcuno ha detto che nel momento in cui ti soffermi a pensare se ami o meno una persona, hai già la risposta» affermai.

Bea cercò invano una traccia di ironia sul mio volto.

«Chi l'ha detto?»

«Un certo Julián Carax.»

«È un tuo amico?»

«Più o meno» risposi, non senza un certo stupore.

«Me lo devi presentare.»

«Stanotte, se vuoi.»






08/12/09

Lamè

"Un suono celestiale invase le ombre del giardino come fosse un profumo. Sentii le variazioni di quel sussurro cesellare le note di un'aria accompagnata al pianoforte. Era la voce più bella che avessi mai ascoltato." [...]

"Mi avvicinai alla veranda illuminata da cui proveniva quel suono indescrivibile. La voce di una donna. Il tenue alone di cento candele palpitava all'interno. Intravidi il trombone dorato di un vecchio grammofono su cui girava un disco."







Il disco che girava sul grammofono e che aveva incantato Oscar era l'opera di Leo Delibes, Lamè, la preferita da Kirsten Auermann, cantante lirica nonchè la mamma di Marina. Kirsten la sceglie per dare l'addio alle scene, poco prima di morire a causa di un male incurabile.




05/12/09

Bea



"Dunque, una mezzora fa è passata una bellissima signorina che ha chiesto di lei.

Suo padre e il sottoscritto eravamo entrambi presenti e posso garantirle che la ragazza non era affatto un fantasma.

Sono persino in grado di descriverle il suo profumo. Lavanda, con una sfumatura dolciastra. Come una ciambella appena sfornata."







01/12/09

Montblanc Meinsterstück



C'è stato un tempo, quando ero bambino, forse perché ero cresciuto in

mezzo a libri e librai, in cui volevo diventare uno scrittore e vivere come il protagonista di un melodramma. Queste fantasie infantili erano ispirate da uno straordinario manufatto esposto in un negozio di calle Anselmo Clavé, proprio dietro al palazzo del Governo Militare. L'oggetto della mia adorazione, una magnifica stilografica nera decorata da un tripudio di fregi, splendeva al centro della vetrina come un gioiello della corona. Il pennino, un delirio barocco in oro e argento finemente incisi che brillava come il faro di Alessandria, era un prodigio in sé. Quando uscivo a passeggio con mio padre non avevo pace finché non mi portava a vedere la penna, appartenuta, a suo dire, nientemeno che a un imperatore. Io ero sicuro che con una tale meraviglia si potesse scrivere qualsiasi cosa, da un romanzo a un'enciclopedia, e anche lettere che non avrebbero avuto bisogno del servizio postale. Ero convinto che qualunque messaggio scritto con quella penna sarebbe arrivato a destinazione, anche nel luogo misterioso dove, secondo mio padre, si trovava la mamma.

Un giorno decidemmo di entrare nel negozio e scoprimmo che si trattava della regina delle stilografiche, una Montblanc Meinsterstück a serie limitata, appartenuta, così asseriva il negoziante, nientemeno che a Victor Hugo. Da quel pennino d'oro, ci informò, era scaturito il manoscritto de I miserabili.











La famosa Montblanc Meinsterstück 149, oggetto del desiderio di Daniel.

Il negoziante naturalmente esagerava, visto che la Mont Blanc non esisteva ancora nel periodo di Hugò


Marina e Oscar

"Cosa posso fare?"

"Resta qui con me"

Si sedette davanti allo specchio. Con una spazzola cercò inutilmente di sciogliere il groviglio di capelli che le cadevano sulle spalle. Le mancavano le forze.

"Lascia fare a me" e le tolsi la spazzola dalle mani.

La pettinai in silenzio, mentre i nostri sguardi si incontravano nello specchio. Marina mi strinse forte la mano e se la premette contro una guancia. Le sue lacrime mi bagnarono le dita e mi mancò il coraggio di chiederle perchè piangeva.







29/11/09

La cappelleria



"Aveva appena ereditato il negozio del padre, una rinomata cappelleria nella Ronda di san Antonio dove aveva imparato il mestiere che sognava di insegnare al figlio, prima o poi."






Santa Maria del Mar - Mappa

Santa Maria del Mar



Nell'ombra del vento un uomo viene trovato morto su una panchina del paseo del Borne, "con le mani incrociate sul petto, rivolto verso la chiesa di Santa Maria del Mar"






Santa Maria del Mar



Santa Maria del Mar è avvolta dal mistero. Mentre osserva la chiesa dal suo torrione, il protagonista del Gioco dell'angelo esamina i tasti della macchina da scrivere Underwood, confrontandoli con i caratteri topografici della copia di Lux Aeterna che ha trovato nel Cimitero dei Libri Dimenticati: "Una delle lettere, la S maiuscola, era sempre leggermente inclinata verso destra". Martin scrive una frase a caso: "Suonano le campane di Santa Maria del Mar". Lux Aeterna era stato scritto con quella stessa macchina per scrivere e, immaginai, probabilmente su quella stessa scrivania". Il cielo contrapposto all'inferno
.





La macchina per scrivere Underwood

Daniel e suo padre



"Daniel, quello che vedrai oggi non devi raccontarlo a nessuno" disse mio padre. "Neppure al tuo amico Tomàs. A nessuno."

"Neanche alla mamma?" domandai sottovoce.

Mio padre sospirò, offrendomi il sorriso dolente che lo seguiva sempre come un'ombra.

"Ma certo" rispose mesto. "Per lei non abbiamo segreti"






28/11/09

Cristina



Cristina rimase immobile a guardarmi. Le incrinature sotto i suoi piedi si espandevano come un'edera di capillari neri. Il ghiaccio cedeva sotto i miei passi e caddi bocconi.

«Ti amo» la sentii dire.

Mi trascinai verso di lei, ma la rete di crepe mi cresceva sotto le mani e la circondò. Ci separavano solo pochi metri quando sentii il ghiaccio rompersi e cederle sotto i piedi. Delle fauci nere si spalancarono e la inghiottirono come un pozzo di catrame. Appena scomparve sotto la superficie, le lastre di ghiaccio si ricomposero sigillando l'apertura nella quale Cristina era precipitata. Spinto dalla corrente, il suo corpo scivolò un paio di metri sotto la lastra di ghiaccio. Riuscii a trascinarmi fin dove era rimasta imprigionata e colpii il ghiaccio con tutte le mie forze. Cristina, gli occhi aperti e i capelli ondeggianti nella corrente, mi osservava dall'altro lato di quella lamina traslucida. Picchiai sul ghiaccio fino a ridurmi inutilmente a pezzi le mani. Cristina non staccò mai gli occhi dai miei. Appoggiò la mano sul ghiaccio e sorrise. Le ultime bolle d'aria le sfuggivano ormai dalle labbra e le sue pupille si dilatarono per l'ultima volta. Un secondo dopo, lentamente, cominciò ad affondare per sempre nell'oscurità.




Il cimitero di Sarrià

Il cimitero di Sarrià

"Quel sentiero non sembrava portare da nessuna parte. Marina si limitò a percorrerlo. Mi guidò per una stradina che saliva fino ad un loggiato fiancheggiato da cipressi. Più in là,in un giardino incantato pieno di lapidi, croci e mausolei ammuffiti langueva tra ombre azzurrate. Il vecchio cimitero di Sarrià".

"Il cimitero di Sarrià  uno dei luoghi più nascosti di Barcellona. Se lo si cerca nella cartina non si trova. Se si chiede a qualche abitante del quartiere o a un tassista come arrivarci è molto probabile che non lo sappiano, anche se tutti ne hanno sentito parlare. Se poi qualcuno decidesse di trovarlo da solo, quasi sicuramente si perderbbe. I pochi che sono in posssso del segreto sospettano che questo vecchio cimitero sia, in realtà, un'isola del passato che compare e scompare a suo capriccio"






Il cimitero di Sarria

Plaza de San Felipe Neri

San Felipe Neri







"Plaza de San Felipe Neri è uno spiraglio di luce nel dedalo di viuzze del Barrio Gotico, accanto alle antiche mura romane"





25/11/09

Il principe della nebbia

Il principe della nebbia è un romanzo breve condito d'atmosfere noir ed esoteriche decisamente avvincente, piacevole da leggere in quanto scritto con maestria, che pare quasi essere la gemma dalla quale poi fiorirà il bestseller L'ombra del vento. Anche qui protagonista in primissima persona è un ragazzino - il piccolo Max Carver - figlio di un orologiaio che nel pieno della Seconda Guerra Mondiale decide di trasferirsi con tutta la famiglia da una grande città della Spagna ad un paesino in riva al mare. Il minuscolo villaggio che accoglie la famiglia Carver al completo lascia subito in Max una sensazione di angoscia mista a curiosità: l'orologio della stazione va all'indietro, quasi stesse misurando un conto alla rovescia, mentre un gatto dallo sguardo inquietante ed indagatore li accoglie costringendoli (grazie alle insistenze della sorellina minore di Max, Irina) ad adottarlo. E poi c'è la casa...quella in cui andranno ad abitare i Carver, una villa sulla spiaggia con una storia oscura e triste: tanti anni prima il Dottor Fleischmann, un medico inglese, la fece costruire e vi andò a vivere con la moglie; la coppia per anni visse quasi da reclusa, fino a quando non nacque Jacob, il figlio che tanto avevano desiderato e sembrava non riuscissero ad avere. La vita per i due cambiò radicalmente, il sorriso tornò ad illuminare i loro volti, ma un brutto giorno, proprio all'ottavo compleanno del figlio, tutto crollò come un castello di sabbia. Jacob perse la vita, annegando nelle acque che ne avevano allietato l'infanzia: fu la fine della famiglia Fleischmann, che abbandonò a se stessa la villa ed il passato che essa rappresentava sparendo nel nulla. E poi c'è quello strano giardino vicino alla villa, un giardino di statue terrificanti, rappresentanti personaggi di un circo d'orrore, con al centro un pagliaccio dal sorriso demoniaco. Cosa rappresentano quelle statue? Cosa si nasconde dietro la storia di villa Fleischmann? La morte di Jacob è collegata agli strani eventi che sembrano susseguirsi senza sosta? Max, con l'aiuto del nuovo amico Roland, nipote dell'anziano guardiano del faro, e della sorella maggiore Alicia scaverà in una torbida storia che affonda le proprie radici nel passato, una terribile storia che ha lasciato dietro di sè una lunga scia di sangue, dolore e sofferenza, un'inquietante storia che vede protagonista il demoniaco Dottor Cain, detto il Principe della Nebbia, personaggio a metà strada tra un ciarlatano da baraccone e Lucifero in persona... Breve, ma intenso questo bel Il principe della nebbia (edito Sei), romanzo giovanile che però rivela tutto il talento di Zafon, tutta la sua capacità di raccontare storie emozionanti sempre in bilico su quel sottile filo di lana che separa realtà e fantasia, naturale e soprannaturale.




22/11/09

Il gioco dell'angelo - Personaggi

David Martin

Giornalista del quotidiano "La Voz de la Industria" e scrittore di romanzi d'appendice sotto pseudonimo. Da piccolo conosce la tristezza di una famiglia disgregata e l'amarezza del padre, ex combattente nelle Filippine.



Pedro Vidal.

Aristocratico e giornalista di punta del quotidiano per cui David lavora, plagia le sue opere e gli ruba la donna che ama, Cristina.



Cristina Sangnier.

Figlia dell'autista della famiglia Vidal, è indecisa tra Pedro e David, e finisce col perdere il controllo delle proprie emozioni.



Andreas Corelli.

Mefistofelico editore, proprietario delle Editions de la Lumiere di Parigi, che ha sempre un angelo appunteto sul risvolto della giacca. Propone a David di scrivere uno strano libro.



Sempere.

Gestisce con il figlio la libreria di calle Santa Ana ed è il "protettore letterario" di David Martin



Barrido ed Escobillas.

Editori senza scrupoli, che si arricchiscono grazie ai romanzi d'appendice di David Martin.



Victor Grandes.

Poliziotto che indaga sui crimini che costellano il romanzo, fino a mettere David Martin al centro delle indagini.



Isabella Gisbert.

Figlia del proprietario di un negozio di alimentari vicino a casa di David Martin, si offre di fargli da segretaria e assistente.



Diego Marlasca.

Avvocato che ha vissuto nella casa della torre di calle Flassaders, in cui abita David Martin. Viene trovato morto nel Deposito de las Aguas della Ciudadela.



Ricardo Salvador.

Ex poliziotto, scopre che il presunto suicidio di Marlasca è in realtà un omicidio.



Alicia Marlasca.

Vedova di Diego e amica di Ricardo Salvador, vive in una villa decadente a Valvidrera, aspettando la morte.



Sebastian Valera.

Avvocato e socio di Marlasca.



Don Basilio Moragas.

Giornalista di lungo corso, dirige il quotidiano "La Voz de la Industria" e guida i primi passi di David Martin nella scrittura di romanzi d'appendice.



Irene Sabino.

Attrice di teatro e amante di Marlasca, con cui ha preso parte a sedute spiritiche. In miseria, finisce col fare la prostituta.



Cristina

La spogliai lentamente, percorrendole la pelle con le labbra, consapevole che non l'avrei mai più rifatto. Cristina si diede con rabbia ed abbandono, e quando la stanchezza ci vinse si addormentò tra le mie braccia senza bisogno di dire nulla. Resistetti al sonno, assaporando il calore del suo corpo e pensando che se il giorno dopo la morte avesse voluto venirmi incontro l'avrei accolta in pace. Accarezzai Cristina nella penombra, sentendo oltre le pareti il temporale che si allontanava dalla città, sapendo che l'avrei persa ma che, per qualche minuto, eravamo appartenuti l'uno all'altra, e a nessun altro.



 

19/11/09

I libri

Mi abbandonai a quell'incantesimo fino a quando la brezza dell'alba lambì i vetri della finestra e i miei occhi affaticati si posarono sull'ultima pagina. Solo allora mi sdraiai sul letto, il libro appoggiato sul petto, e ascoltai i suoni della città addormentata posarsi sui tetti screziati di porpora. Il sonno e la stanchezza bussavano alla porta, ma io resistetti. Non volevo abbandonare la magia di quella storia né, per il momento, dire addio ai suoi protagonisti. Un giorno sentii dire a un cliente della libreria che poche cose impressionano un lettore quanto il primo libro capace di toccargli il cuore. L'eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale – non importa quanti altri libri leggeremo, quante cose apprenderemo o dimenticheremo – prima o poi faremo ritorno.



15/11/09

L'ombra del vento - Personaggi

Daniel Sempere.

A dieci anni suo padre, proprietario di una libreria in calle Santa Ana, gli fa scoprire il Cimitero dei Libri Dimenticati: li Daniel trova un libro maledetto, L'ombra del vento, che cambierà la sua vita.



Julian Carax.

Autore dell'Ombra del vento, ossessionato dalla letteratura e dall'amore.



Isaac Monfort.

Guardiano del Cimitero dei Libri Dimenticati.



Nuria Monfort.

Figlia di Isaac, si prende a cuore Julian, sacrificando la propria vita per difendere la sua opera.



Gustavo Barcelò.

Bibliofilo con velleità byroniane, amico del padre di Daniel.



Clara Barcelò.

Nipote di Gustavo Barcelò, sensibile e non vedente.



Fermin Romero de Torres.

Mendicante dotato di una grande conoscenza della vita e della letteratura, con stile picaresco aiuta Daniel nelle sue ricerche.



Antoni Fortuny.

Padre di Julian Carax, di professione cappellaio, ha sposato Sophie Carax ed è amareggiato dalla consapevolezza di aver cresciuto un figlio non suo.



Bea.

Amica di Daniel Sempere, vive con lui momenti terribili nella villa degli Aldaya.



Gli Aldaya.

Stirpe aristocratica. Riccardo e Jorge sono i proprietari della casa nell'avenida del Tibidabo. Penelope Aldaya è l'amore impossibile di Julian Carax.



Javier Fumero.

Ispettore di polizia che fin da giovane odia Julian Carax. Lo perseguita per ucciderlo.



Lain Coubert.

Personaggio demoniaco uscito dalle pagine di un libro, che vuole distruggere l'opera di Julian.





Lettera di Isabella

Caro David,

a volte mi sembra di avere iniziato a scriverle questa lettera tanti anni fa e di non essere stata ancora capace di finirla. È passato molto tempo da quando l'ho vista per l'ultima volta, sono successe molte cose terribili e meschine, eppure non c'è giorno in cui non mi ricordi di lei e non mi chieda dov'è, se ha trovato pace, se sta scrivendo, se è diventato un vecchio brontolone, se è innamorato o se si ricorda di noi, della piccola libreria di Sempere e Figli e della peggior assistente che abbia mai avuto.

Temo che lei se ne sia andato senza avermi insegnato a scrivere e non so nemmeno da dove iniziare a mettere in parole tutto quello che vorrei dirle. Mi piacerebbe che sapesse che sono stata felice, che grazie a lei ho trovato un uomo che ho amato e che mi ha amato, e che insieme abbiamo avuto un figlio, Daniel, a cui parlo sempre di lei e che ha dato un senso alla mia vita che nemmeno tutti i libri del mondo potrebbero neanche cominciare a spiegare.

Nessuno lo sa, però a volte torno ancora su quel molo dal quale l'ho vista partire per sempre e mi siedo un po', da sola, ad aspettare, come se credessi che lei sta per tornare. Se lo facesse, vedrebbe che, nonostante tutto quello che è successo, la libreria è ancora aperta, il terreno su cui sorgeva la casa della torre è ancora abbandonato, tutte le menzogne dette su di lei sono state dimenticate e in queste strade ci sono tante persone con l'anima talmente macchiata di sangue che non osano più ricordare e quando lo fanno mentono a se stesse, perché non possono nemmeno guardarsi allo specchio. In libreria continuiamo a vendere i suoi libri, ma di nascosto, perché adesso sono stati dichiarati immorali e il paese si è riempito di gente desiderosa di distruggere e bruciare libri piuttosto che di leggerli. Sono brutti tempi e spesso credo che se ne avvicinino di peggiori.

Mio marito e i dottori credono di ingannarmi, ma io so che mi resta poco tempo. So che morirò presto e che quando lei riceverà questa lettera io non ci sarò più. Per questo volevo scriverle, per farle sapere che non ho paura, che il mio unico dispiacere è lasciare un uomo buono che mi ha dato la sua vita e il mio Daniel soli in un mondo che ogni giorno mi sembra più simile a come lei diceva che fosse, e non a come io volevo credere che potesse essere.

Volevo scriverle perché sapesse che, nonostante tutto, ho vissuto e sono grata per il tempo che ho trascorso qui, grata di averla conosciuta e di essere stata sua amica. Volevo scriverle perché mi piacerebbe che mi ricordasse e che, un giorno, se lei ha qualcuno come io ho il mio piccolo Daniel, gli parlasse di me e con le sue parole mi facesse vivere per sempre.

Le vuole bene



Isabella





08/11/09



Nel momento in cui ti soffermi a pensare se ami o no una persona,

hai già la risposta.




Marina - Personaggi

Oscar Drai.

Adolescente che scopre il primo amore e il senso dell'avventura e della perdita.



Marina.

Delicata, sensibile e colta, rivela a Oscar la sua filosofia della vita e della morte.



German Blau.

Il padre di Marina, pittore, elegante e colto.



Michail Kolvenik.

Proprietario della fabbrica Velo-Granell; la ricchezza gli porta solo disgrazie e finisce per dedicarsi a morbosi esperimenti con i cadaveri.



Eva Irinova.

Cantante d'opera per la quale Kolvenik costruisce un teatro. Laggressione di un nemico del marito, il giorno delle nozze, le sfigura il volto.



Joan Shelley.

Medico traumatologo, amico e collaboratore di Kolvenik.



06/11/09

Il mio amico Oscar





Il mio amico Oscar è uno di quei principi senza regno che si danno un gran da fare nella speranza di essere baciati e potersi trasformare in rospi. Capisce tutto al contrario e per questo mi piace tanto. Mi osserva pensando che io non lo veda. Crede che potrei svanire se mi tocca e che, se non lo fa, a svanire sarà lui. Mi ha messo su un piedistallo così alto che non sa più come fare per salirci sopra. Pensa che le mie labbra siano le porte del paradiso, ma non sa che sono avvelenate. Io sono così vigliacca che, per non perderlo, non glielo dico. Fingo di non vederlo e, sì, anche di poter svanire...

Il mio amico Oscar è uno di quei principi che farebbero bene a tenersi lontani dalle fiabe e dalle principesse che le

abitano. Non sa che è il principe azzurro a dover baciare la bella addormentata per svegliarla dal suo sonno eterno, ma questo succede perché Oscar ignora che tutte le fiabe sono menzogne, anche se non tutte le menzogne sono fiabe. I principi non sono azzurri e le addormentate, per quanto belle, non si risvegliano mai dal loro sonno. È il miglior amico che abbia mai avuto e, se un giorno mi imbatterò in Merlino, lo ringrazierò per avermelo fatto incrociare sulla mia strada.





01/11/09

Il cimitero dei libri dimenticati, mappa





Scarica la mappa

Il cimitero dei libri dimenticati

"Era un tempio tenebroso, un labirinto di ballatoi con scaffali altissimi zeppi di libri..."

Cos'è il Cimitero dei Libri Dimenticati?

Il signor Sempere, libraio per vocazione, lo spiega a suo figlio:

"Questo luogo è un mistero, Daniel, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un'anima, l'anima di chi lo ha scritto e di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza. [...] quando una biblioteca scompare, quando una libreria chiude i battenti, quando un libro viene cancellato dall'oblio, noi, i custodi di questo luogo, facciamo in modo che arrivi qui".

La tradizione vuole che il visitatore scelga un libro e lo adotti, impegnandosi a conservarlo per sempre, a mantenerlo vivo: una responsabilità che segnerà la sua vita.






Zafon ha situato questo luogo in una piccola viuzza della città vecchia, a destra delle Ramblas:

Calle Arco del Teatro


30/10/09

Biografia

Carlos Ruiz Zafón nasce a Barcellona  il 25 settembre 1964.

Completati gli studi presso un collegio di gesuiti della sua città, la carriera di Zafón inizia in ambito pubblicitario, divenendo direttore creativo di un'importante agenzia.



Intanto scrive un romanzo per ragazzi dal titolo "El Príncipe de la Niebla" (Il principe della nebbia), che viene pubblicato nel 1993. Il romanzo gli vale subito il premio Edebé (letteratura per ragazzi), fatto che spinge Zafón a continuare sulla strada della letteratura, viene pubblicato in Italia dall'editore SEI frontiere. Separatosi dalla moglie, lascia il lavoro di direttore creativo dell'agenzia di pubblicità per trasferirsi negli USA, a Los Angeles (California), città dove risiede dal 1994. Qui inizia a lavorare per Hollywood scrivendo sceneggiature per il cinema.



I suoi libri successivi si intitolano "El Palacio de la Noche", "Las luces de Septiembre" (questi due insieme alla sua opera di esordio costituisce "La Trilogía de la Niebla" - La trilogia della nebbia) e "Marina" (romanzo  adatto ai ragazzi ma apprezzato anche dagli adulti).

Nel 2001 viene pubblicato il suo primo romanzo destinato interamente ad un pubblico adulto: il titolo è "La Sombra del Viento" (L'ombra del vento). Il libro esce in sordina in Spagna, poi grazie al passaparola degli entusiasti lettori, l'opera raggiunge il vertice delle classifiche letterarie spagnole ed europee, divenendo di fatto un vero e proprio fenomeno letterario. Oltre otto milioni sono le copie vendute nel mondo: acclamato come una delle grandi rivelazioni letterarie degli ultimi anni, il libro viene tradotto in oltre 40 lingue, ottenendo numerosi premi a livello internazionale. Alla fine del 2003, arriva alla sua 29ma edizione. In Italia viene pubblicato nel 2004 da Mondadori, che arriverà alla ristampa numero 38 per il 2011.



Carlos Ruiz Zafón collabora regolarmente con le pagine culturali dei quotidiani "El País" e "La Vanguardia".



Il 17 aprile 2008 esce per l'editore spagnolo Planeta il suo secondo romanzo "El Juego del Ángel" (Il gioco dell'angelo); la tiratura iniziale di questa opera è la più alta di sempre per una prima edizione spagnola.

Pochi mesi dopo, il 25 ottobre 2008, esce per Mondadori la versione tradotta in italiano, che in breve scala le classifiche di vendita.



Nel giugno del 2009 esce tradotto in italiano anche il romanzo "Marina" che diventa uno dei libri più letti

dell'estate.



Aprile 2010, esce in Italia "Il palazzo della mezzanotte", secondo romanzo di Zafon, pubblicato per la prima volta in Spagna nel 1994.



Finalmente il 13 maggio 2011 esce anche in Italia "Le luci di settembre" unico romanzo ancora non tradotto.

In Spagna fu pubblicato per la prima volta nel 1996