15/11/09

L'ombra del vento - Personaggi

Daniel Sempere.

A dieci anni suo padre, proprietario di una libreria in calle Santa Ana, gli fa scoprire il Cimitero dei Libri Dimenticati: li Daniel trova un libro maledetto, L'ombra del vento, che cambierà la sua vita.



Julian Carax.

Autore dell'Ombra del vento, ossessionato dalla letteratura e dall'amore.



Isaac Monfort.

Guardiano del Cimitero dei Libri Dimenticati.



Nuria Monfort.

Figlia di Isaac, si prende a cuore Julian, sacrificando la propria vita per difendere la sua opera.



Gustavo Barcelò.

Bibliofilo con velleità byroniane, amico del padre di Daniel.



Clara Barcelò.

Nipote di Gustavo Barcelò, sensibile e non vedente.



Fermin Romero de Torres.

Mendicante dotato di una grande conoscenza della vita e della letteratura, con stile picaresco aiuta Daniel nelle sue ricerche.



Antoni Fortuny.

Padre di Julian Carax, di professione cappellaio, ha sposato Sophie Carax ed è amareggiato dalla consapevolezza di aver cresciuto un figlio non suo.



Bea.

Amica di Daniel Sempere, vive con lui momenti terribili nella villa degli Aldaya.



Gli Aldaya.

Stirpe aristocratica. Riccardo e Jorge sono i proprietari della casa nell'avenida del Tibidabo. Penelope Aldaya è l'amore impossibile di Julian Carax.



Javier Fumero.

Ispettore di polizia che fin da giovane odia Julian Carax. Lo perseguita per ucciderlo.



Lain Coubert.

Personaggio demoniaco uscito dalle pagine di un libro, che vuole distruggere l'opera di Julian.





Lettera di Isabella

Caro David,

a volte mi sembra di avere iniziato a scriverle questa lettera tanti anni fa e di non essere stata ancora capace di finirla. È passato molto tempo da quando l'ho vista per l'ultima volta, sono successe molte cose terribili e meschine, eppure non c'è giorno in cui non mi ricordi di lei e non mi chieda dov'è, se ha trovato pace, se sta scrivendo, se è diventato un vecchio brontolone, se è innamorato o se si ricorda di noi, della piccola libreria di Sempere e Figli e della peggior assistente che abbia mai avuto.

Temo che lei se ne sia andato senza avermi insegnato a scrivere e non so nemmeno da dove iniziare a mettere in parole tutto quello che vorrei dirle. Mi piacerebbe che sapesse che sono stata felice, che grazie a lei ho trovato un uomo che ho amato e che mi ha amato, e che insieme abbiamo avuto un figlio, Daniel, a cui parlo sempre di lei e che ha dato un senso alla mia vita che nemmeno tutti i libri del mondo potrebbero neanche cominciare a spiegare.

Nessuno lo sa, però a volte torno ancora su quel molo dal quale l'ho vista partire per sempre e mi siedo un po', da sola, ad aspettare, come se credessi che lei sta per tornare. Se lo facesse, vedrebbe che, nonostante tutto quello che è successo, la libreria è ancora aperta, il terreno su cui sorgeva la casa della torre è ancora abbandonato, tutte le menzogne dette su di lei sono state dimenticate e in queste strade ci sono tante persone con l'anima talmente macchiata di sangue che non osano più ricordare e quando lo fanno mentono a se stesse, perché non possono nemmeno guardarsi allo specchio. In libreria continuiamo a vendere i suoi libri, ma di nascosto, perché adesso sono stati dichiarati immorali e il paese si è riempito di gente desiderosa di distruggere e bruciare libri piuttosto che di leggerli. Sono brutti tempi e spesso credo che se ne avvicinino di peggiori.

Mio marito e i dottori credono di ingannarmi, ma io so che mi resta poco tempo. So che morirò presto e che quando lei riceverà questa lettera io non ci sarò più. Per questo volevo scriverle, per farle sapere che non ho paura, che il mio unico dispiacere è lasciare un uomo buono che mi ha dato la sua vita e il mio Daniel soli in un mondo che ogni giorno mi sembra più simile a come lei diceva che fosse, e non a come io volevo credere che potesse essere.

Volevo scriverle perché sapesse che, nonostante tutto, ho vissuto e sono grata per il tempo che ho trascorso qui, grata di averla conosciuta e di essere stata sua amica. Volevo scriverle perché mi piacerebbe che mi ricordasse e che, un giorno, se lei ha qualcuno come io ho il mio piccolo Daniel, gli parlasse di me e con le sue parole mi facesse vivere per sempre.

Le vuole bene



Isabella





08/11/09



Nel momento in cui ti soffermi a pensare se ami o no una persona,

hai già la risposta.




Marina - Personaggi

Oscar Drai.

Adolescente che scopre il primo amore e il senso dell'avventura e della perdita.



Marina.

Delicata, sensibile e colta, rivela a Oscar la sua filosofia della vita e della morte.



German Blau.

Il padre di Marina, pittore, elegante e colto.



Michail Kolvenik.

Proprietario della fabbrica Velo-Granell; la ricchezza gli porta solo disgrazie e finisce per dedicarsi a morbosi esperimenti con i cadaveri.



Eva Irinova.

Cantante d'opera per la quale Kolvenik costruisce un teatro. Laggressione di un nemico del marito, il giorno delle nozze, le sfigura il volto.



Joan Shelley.

Medico traumatologo, amico e collaboratore di Kolvenik.



06/11/09

Il mio amico Oscar





Il mio amico Oscar è uno di quei principi senza regno che si danno un gran da fare nella speranza di essere baciati e potersi trasformare in rospi. Capisce tutto al contrario e per questo mi piace tanto. Mi osserva pensando che io non lo veda. Crede che potrei svanire se mi tocca e che, se non lo fa, a svanire sarà lui. Mi ha messo su un piedistallo così alto che non sa più come fare per salirci sopra. Pensa che le mie labbra siano le porte del paradiso, ma non sa che sono avvelenate. Io sono così vigliacca che, per non perderlo, non glielo dico. Fingo di non vederlo e, sì, anche di poter svanire...

Il mio amico Oscar è uno di quei principi che farebbero bene a tenersi lontani dalle fiabe e dalle principesse che le

abitano. Non sa che è il principe azzurro a dover baciare la bella addormentata per svegliarla dal suo sonno eterno, ma questo succede perché Oscar ignora che tutte le fiabe sono menzogne, anche se non tutte le menzogne sono fiabe. I principi non sono azzurri e le addormentate, per quanto belle, non si risvegliano mai dal loro sonno. È il miglior amico che abbia mai avuto e, se un giorno mi imbatterò in Merlino, lo ringrazierò per avermelo fatto incrociare sulla mia strada.





01/11/09

Il cimitero dei libri dimenticati, mappa





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Il cimitero dei libri dimenticati

"Era un tempio tenebroso, un labirinto di ballatoi con scaffali altissimi zeppi di libri..."

Cos'è il Cimitero dei Libri Dimenticati?

Il signor Sempere, libraio per vocazione, lo spiega a suo figlio:

"Questo luogo è un mistero, Daniel, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un'anima, l'anima di chi lo ha scritto e di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza. [...] quando una biblioteca scompare, quando una libreria chiude i battenti, quando un libro viene cancellato dall'oblio, noi, i custodi di questo luogo, facciamo in modo che arrivi qui".

La tradizione vuole che il visitatore scelga un libro e lo adotti, impegnandosi a conservarlo per sempre, a mantenerlo vivo: una responsabilità che segnerà la sua vita.






Zafon ha situato questo luogo in una piccola viuzza della città vecchia, a destra delle Ramblas:

Calle Arco del Teatro