25/04/13

Statue di fango...

"Forse per questo tutti lo prendevano per ateo, ma lui era un uomo di fede. Credeva nei suoi amici, nella verità delle cose e in qualcosa a cui non osava dare un nome e un volto perché diceva che per far questo c'eravamo noi preti. Il Signor Sempere credeva che tutti facciamo parte di qualcosa, e che, lasciando questo mondo, i nostri ricordi e i nostri desideri non vanno perduti, ma diventano i ricordi e i desideri di chi prende il nostro posto. Non sapeva se avevamo creato Dio a nostra immagine e somiglianza, o se lui aveva creato noi senza sapere bene quello che faceva. Credeva che Dio, o chiunque ci abbia messo qui, vive in ciascuna delle nostre azioni, in ciascuna delle nostre parole, e si manifesta in tutto ciò che ci fa essere qualcosa di più che semplici statue di fango..."

Il gioco dell'angelo


13/02/13

La trilogia della nebbia

Da oggi in libreria in un unico volume.
II successo, strepitoso, mondiale, è arrivato per Carlos Ruiz Zafón quando è esploso il caso letterario de "L'ombra del vento" e milioni di lettori in tutto il mondo si sono innamorati del Cimitero dei Libri Dimenticati. Ancora prima però il genio creativo dello scrittore catalano aveva dato origine a un ciclo di romanzi, pensati anche per un pubblico giovane: "Il principe della nebbia", "Il Palazzo della Mezzanotte" e "Le luci di settembre", che sono qui riuniti per la prima volta in un unico volume, secondo le intenzioni dell'autore stesso. Un'occasione imperdibile per entrare nel mondo avventuroso, intrigante e ricco di mistero di un grande scrittore contemporaneo.
 

16/12/12

Sono cresciuto in mezzo ai libri,
 facendomi amici invisibili tra le pagine polverose 
di cui ho ancora l'odore sulle mani.
 
 

31/10/12

Rose of Fire

Un racconto inedito in Italia, tradotto dallo staff della pagina di facebook  

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08/09/12

Un bellissimo articolo che ci guida nei lughi dei romanzi di C. R. Zafon 

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22/08/12

Fermin ritorna a Barcellona

Barcellona, 1941

Stava facendo buio quando Fermin scese dal treno alla stazione Francia.
 La locomotiva aveva sputato fuori una nube di vapore e di fuliggine che strisciava sulla banchina e velava i passi dei viaggiatori che scendevano dopo il lungo percorso.
 Fermin si unì a quella marcia silenziosa verso l’uscita, tra gente infilata in vestiti cenciosi che trascinava valigie chiuse con le cinture, vecchi precoci che portavano tutti i propri averi in un fagotto e bambini dallo sguardo e dalle tasche vuote.