"Forse per questo tutti lo prendevano per ateo, ma lui era un uomo di fede. Credeva nei suoi amici, nella verità delle cose e in qualcosa a cui non osava dare un nome e un volto perché diceva che per far questo c'eravamo noi preti. Il Signor Sempere credeva che tutti facciamo parte di qualcosa, e che, lasciando questo mondo, i nostri ricordi e i nostri desideri non vanno perduti, ma diventano i ricordi e i desideri di chi prende il nostro posto. Non sapeva se avevamo creato Dio a nostra immagine e somiglianza, o se lui aveva creato noi senza sapere bene quello che faceva. Credeva che Dio, o chiunque ci abbia messo qui, vive in ciascuna delle nostre azioni, in ciascuna delle nostre parole, e si manifesta in tutto ciò che ci fa essere qualcosa di più che semplici statue di fango..."
Il gioco dell'angelo
25/04/13
08/04/13
Da L'ombra del vento
Lei scrollò le spalle e alzò gli occhi al cielo, come se volesse catturare al volo le parole che stava per pronunciare.
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-145808?f=a:5151>
13/02/13
La trilogia della nebbia
Da oggi in libreria in un unico volume.
II successo, strepitoso, mondiale, è arrivato per Carlos Ruiz Zafón
quando è esploso il caso letterario de "L'ombra del vento" e milioni di
lettori in tutto il mondo si sono innamorati del Cimitero dei Libri
Dimenticati. Ancora prima però il genio creativo dello scrittore
catalano aveva dato origine a un ciclo di romanzi, pensati anche per un
pubblico giovane: "Il principe della nebbia", "Il Palazzo della
Mezzanotte" e "Le luci di settembre", che sono qui riuniti per la prima
volta in un unico volume, secondo le intenzioni dell'autore stesso.
Un'occasione imperdibile per entrare nel mondo avventuroso, intrigante e
ricco di mistero di un grande scrittore contemporaneo.
16/12/12
Sono cresciuto in mezzo ai libri,
facendomi amici invisibili tra le pagine polverose
di cui ho ancora l'odore sulle mani.
31/10/12
Rose of Fire
Un racconto inedito in Italia, tradotto dallo staff della pagina di facebook
Cliccate qua sotto per accedere alla pagina del download
08/09/12
22/08/12
Fermin ritorna a Barcellona
Barcellona,
1941
Stava
facendo buio quando Fermin scese dal treno alla stazione Francia.
La
locomotiva aveva sputato fuori una nube di vapore e di fuliggine che strisciava
sulla banchina e velava i passi dei viaggiatori che scendevano dopo
il lungo percorso.
Fermin si unì a quella marcia silenziosa verso l’uscita,
tra gente infilata in vestiti cenciosi che trascinava valigie chiuse
con le cinture, vecchi precoci che portavano tutti i propri averi in
un fagotto e bambini
dallo sguardo e dalle tasche vuote.
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