25/07/10

La fotografia



"Il principale, vestito di bianco, camminava lentamente lungo il molo e teneva per mano una bambina di sette o otto anni. Riconobbi l'immagine all'istante, quella vecchia foto che Cristina aveva custodito per tutta la vita senza sapere da dove provenisse. Il principale si avvicinò alla fine del molo e si accovacciò accanto alla bambina. Contemplarono entrambi il sole che si spegneva sull'oceano in un'infinita lamina d'oro incandescente. Uscii dal capanno e avanzai lungo il molo. Quando arrivai all'estremità, il principale si voltò e mi sorrise: Sul viso non c'era minaccia nè rancore, appena un'ombra di malinconia."





01/06/10

La vita di un uomo



L'età ti fa capire certe cose. Per esempio, adesso so che la vita di un uomo si divide fondamentalmente in tre periodi. Nel primo, uno non pensa neppure che invecchierà, né che il tempo passa, e che fin dal primo giorno, quando nasciamo, camminiamo verso un unico e identico fine. Passata la prima giovinezza, comincia il secondo periodo, nel quale uno si rende conto della fragilità della propria vita, e quello che in principio è una semplice inquietudine va crescendo nell'animo come un mare di dubbi e incertezze che ti accompagnano durante il resto dei tuoi giorni. Per ultimo, alla fine della vita, si apre il terzo periodo, quello dell'accettazione della realtà e, di conseguenza, quello della rassegnazione e della speranza. Lungo la mia vita ho conosciuto molte persone che sono rimaste agganciate a uno di questi stadi senza mai riuscire a superarli. È qualcosa di terribile... è un cammino che ognuno di noi deve imparare a percorrere da solo, pregando Dio di aiutarlo a non perdersi prima di arrivare alla fine. Se tutti fossimo capaci di comprendere all'inizio della nostra vita questa cosa, che sembra così semplice, buona parte delle miserie e delle pene di questo mondo scomparirebbero. Però, e questo è un incomprensibile paradosso, ci viene concessa questa grazia solo quando è troppo tardi.
  




30/05/10

Calle Petritxol



  


Daniel Semper e la sua giovane amica non vedente Clara, passeggiano per le strade di una Barcellona misteriosa e particolare che "solo lei e io potevamo vedere"


 




 
La passeggiata dei due giovani terminain una latteria in calle Petritxol, che potrebbe essere "La Pallaresa" che si trova appunto in calle Petritxol.



Sito de "La Pallaresa"
  




Calle Petritxol - mappa


28/05/10

Le lacrime di Shiva




 



Una volta, tanto tempo fa, gli abitanti di Calcutta furono colpiti da una terribile calamità che strappava la vita ai bambini e faceva in modo che, a poco a poco, la gente invecchiasse sempre più in fretta e le speranze nel futuro svanissero. Per porvi rimedio, Shiva intraprese un lungo viaggio alla ricerca di una medicina che curasse quella malattia. Nel corso del suo esodo dovette affrontare numerosi pericoli. Erano tante le difficoltà nelle quali si imbatteva lungo il cammino, che il viaggio lo tenne lontano molti anni. Quando tornò a Calcutta, scoprì che era tutto cambiato. In sua assenza, uno stregone arrivato dall'altra parte del mondo aveva portato con sé uno strano medicamento che aveva venduto agli abitanti della città a un prezzo altissimo: l'anima dei bambini che sarebbero nati sani a partire da quel giorno.
Questo fu ciò che videro i suoi occhi. Dove prima c'erano giungla e baracche di fango, ora si innalzava una grande città, così grande che nessuno poteva abbracciarla con una sola occhiata e che si perdeva all'orizzonte in qualunque direzione si guardasse. Una città di palazzi. Shiva, affascinato dallo spettacolo, decise di incarnarsi e di andarsene in giro per le strade vestito da mendicante per conoscere i nuovi abitanti di quel posto, i figli che la medicina dello stregone aveva consentito di far nascere e le cui anime gli appartenevano. Ma lo aspettava una cocente delusione.
Per sette giorni e sette notti il mendicante camminò per le strade di Calcutta e bussò alle porte dei palazzi, ma gli vennero tutte chiuse in faccia. Nessuno volle ascoltarlo e fu oggetto delle burle e del disprezzo generale. Disperato, vagando in quella immensa città, scoprì la povertà, la
miseria e l'oscurità nascoste in fondo al cuore degli uomini. Fu tanta la sua tristezza, che l'ultima notte decise di abbandonare per sempre Calcutta.
Mentre lo faceva cominciò a piangere e, senza rendersene conto, si lasciò alle spalle una scia di lacrime che si perdevano nella giungla. All'alba le lacrime di Shiva erano diventate ghiaccio. Quando gli uomini si resero conto di quel che avevano fatto, cercarono di rimediare al loro errore custodendo le lacrime di ghiaccio in un santuario. Però, una dopo l'altra, si sciolsero nelle loro mani e la città non conobbe mai più il ghiaccio.
Da quel giorno, la maledizione di un terribile calore si abbatté sulla città e gli dèi le volsero le spalle per sempre, lasciandola alla mercé degli spiriti dell'oscurità. I pochi uomini saggi e giusti rimasti pregavano perché, un giorno, le lacrime di ghiaccio di Shiva cadessero di nuovo dal cielo e spezzassero quell'incantesimo che aveva trasformato Calcutta in una città maledetta...


23/05/10

I fratelli Grimm



Corelli consiglia delle letture a David Martin di carattere epico, mitologico e anche delle favole, testi che potrebbero aiutarlo nella stesura dell'opera che l'ditore ha commissionato al giovane scrittore.
Corelli consiglia sopratutto la lettura delle favole dei Fratelli Grimm (Jacob Ludwig Karl Grimm naque ad Hanau il 4 gennaio 1785 e morì a Berlino il 20 settembre 1863; Wilhelm Karl Grimm naque ad Hanau il 24 febbraio 1786 e morì a Berlino il 16 dicembre 1859)


 




 



Corelli vuole che David "analizzi come funzionano questi testi, [....] ne distilli l'essenza e i motivi per cui provocano una reazione emotiva. Voglio che impari la grammatica, non la morale della favola".
 

18/05/10

Plaza de Cataluna



 


In plaza de Cataluna uno stormo di piccioni si era riunito al centro della spianata, ricoprendola di un ondulato manto alato. Intendevo schivarlo, ma mi accorsi che lo stormo si apriva al mio passaggio senza alzarsi in volo per poi serrare nuovamente le fila. Il rintocco delle campane della cattedrale annunciò la mezzanotte proprio mentre raggiungevo il centro della piazza.


 



15/05/10

Il palazzo della mezzanotte - personaggi



Ben.
Il protagonista del romanzo. Fratello gemello di Sheere e membro della Chowbar Society

Sheere.
Sorella gemella di Ben. Si incontrano solo al compimento del loro sedicesimo compleanno.

Gli altri membri della Chowbar Society.
Isabel: l'unica donna e forse il miglior cervello del gruppo.
Roshan: la sua dote era la corsa, era velocissimo.
Siraj: l'esperto di fantasmi e case infestate, innamoratissimo di Isabel.
Michael: il più taciturno, amava esprimersi coi disegni. Adorato da Isabel.
Seth. Il tuttologo del gruppo e sicuramente il più serio.
Ian. La voce narrante della storia. Il suo unico sogno era quello di diventare medico.

Thomas Carter.
I direttore dell'orfanotrofio St Patrick che ospitava i ragazzi che fondarono la Chowbar Society.

L. Chandra Chatterghee.
Il padre di Ben e Sheere. Fù lui a progettare la grande stazione in acciaio: la Jheeter's Gate.

Aryamy
La nonna di Ben e Sheere, Era la madre di  Kylian, moglie di Chandra Chatterghee.

Jawahal.
Amico d'infanzia di Chandra Chatterghee. Personaggio sinistro che per un motivo misterioso dà la caccia a Ben e Sheere.