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25/04/13

Statue di fango...

"Forse per questo tutti lo prendevano per ateo, ma lui era un uomo di fede. Credeva nei suoi amici, nella verità delle cose e in qualcosa a cui non osava dare un nome e un volto perché diceva che per far questo c'eravamo noi preti. Il Signor Sempere credeva che tutti facciamo parte di qualcosa, e che, lasciando questo mondo, i nostri ricordi e i nostri desideri non vanno perduti, ma diventano i ricordi e i desideri di chi prende il nostro posto. Non sapeva se avevamo creato Dio a nostra immagine e somiglianza, o se lui aveva creato noi senza sapere bene quello che faceva. Credeva che Dio, o chiunque ci abbia messo qui, vive in ciascuna delle nostre azioni, in ciascuna delle nostre parole, e si manifesta in tutto ciò che ci fa essere qualcosa di più che semplici statue di fango..."

Il gioco dell'angelo


08/09/12

Un bellissimo articolo che ci guida nei lughi dei romanzi di C. R. Zafon 

Click sull'mmagine sottostante 
 

30/03/12

La fotografia




Continuai a viaggiare nella memoria del povero Manuel fino a imbattermi in una pagina con una fotografia che non sembrava legare con il resto: una bambina di otto o nove anni camminava su un piccolo molo di legno sporgente su una lastra luminosa di mare.
Era per mano a un adulto, un uomo con un abito bianco tagliato fuori dall'inquadratura. In fondo al molo si potevano notare una piccola barca a vela e un orizzonte infinito dove tramontava il sole.
La bambina, di spalle, era Cristina.
«Questa è la mia preferita» mormorò Cristina.
«Dove è stata scattata?»
«Non lo so. Non ricordo né il posto né il giorno. Non sono nemmeno sicura che quell'uomo sia mio padre. E' come se quel momento non fosse mai esistito. L'ho trovata anni fa nell'album di mio padre e non ho mai
saputo cosa significhi. E' come se volesse dirmi qualcosa.»
da "Il gioco dell'angelo"

"Martin portava sempre con sè una vecchia foto che amava contemplare a lungo. Vi era raffigurato un uomo vestito di bianco che teneva per mano una bambina di una decina d'anni. Guardavano il tramonto dalla punta di un piccolo molo di legno che partiva dalla spiaggia come una passerella tesa su acque trasparenti. Quando Fermin gli chiedeva della foto, Martin restava in silenzio e si limitava a sorridere prima di rimettere l'immagine in tasca."
da "Il prigioniero del cielo"

26/07/11

... the end


Queste pagine saranno la nostra memoria

fino a quando il suo ultimo respiro

si spegnerà fra le mie braccia

e l'accompagnerò al largo,

dove s'infrangono le onde,

per immergermi con lei per sempre

e poter finalmente fuggire

dove ne il cielo ne l'inferno potranno mai trovarci.





29/05/11


"Ieri ho finito di leggere uno dei tuoi libri... Era una storia triste e strana, di due pupazzi rotti e abbandonati in un circo ambulante che, per lo spazio di una notte, acquistavano vita sapendo che sarebbero morti all'alba. Leggendola, mi è sembrato che scrivessi di noi"



25/07/10

La fotografia



"Il principale, vestito di bianco, camminava lentamente lungo il molo e teneva per mano una bambina di sette o otto anni. Riconobbi l'immagine all'istante, quella vecchia foto che Cristina aveva custodito per tutta la vita senza sapere da dove provenisse. Il principale si avvicinò alla fine del molo e si accovacciò accanto alla bambina. Contemplarono entrambi il sole che si spegneva sull'oceano in un'infinita lamina d'oro incandescente. Uscii dal capanno e avanzai lungo il molo. Quando arrivai all'estremità, il principale si voltò e mi sorrise: Sul viso non c'era minaccia nè rancore, appena un'ombra di malinconia."





23/05/10

I fratelli Grimm



Corelli consiglia delle letture a David Martin di carattere epico, mitologico e anche delle favole, testi che potrebbero aiutarlo nella stesura dell'opera che l'ditore ha commissionato al giovane scrittore.
Corelli consiglia sopratutto la lettura delle favole dei Fratelli Grimm (Jacob Ludwig Karl Grimm naque ad Hanau il 4 gennaio 1785 e morì a Berlino il 20 settembre 1863; Wilhelm Karl Grimm naque ad Hanau il 24 febbraio 1786 e morì a Berlino il 16 dicembre 1859)


 




 



Corelli vuole che David "analizzi come funzionano questi testi, [....] ne distilli l'essenza e i motivi per cui provocano una reazione emotiva. Voglio che impari la grammatica, non la morale della favola".
 

13/05/10

Paseo del Borne



"Non so se scesi in strada o sognai di farlo, ma senza sapere come ci ero arrivato, mi ritrovai a imboccare il paseo del Borne e a camminare verso la cattedrale di Santa Maria del Mar. Le strade erano deserte sotto la luna di mercurio. Alzai lo sguardo e credetti di vedere lo spettro di un gran temporale nero che dipingeva le sue ali sulla città."
 





Il paseo del Borne


09/05/10

Cimitero di Sant Gervasi.



David Martin si reca nel cimitero di Sant Gervasi per cercare la tomba di Diego Marlasca.
David scende dal tram davanti alla torre di Bellesguard "dove la città moriva ai piedi della collina"


 

Torre di Bellesguard
 


"I muri del camposanto si innalzavano a una cinquantina di metri come una fortezza di marmo dalla quale emergeva un guazzabuglio di statue dal colore del temporale"
Il custode del cimitero indica a David la cappella "una specie di arco formato da due grandi scalinate disposte a mo' di anfiteatro che ascendevano ad un loggione sostenuto da colonne, al cui interno si apriva un atrio fiancheggiato da lapidi"
David si accorge che la tomba è stata profanata.


 

Cimitero di Sant Gervasi - mappa
 

04/05/10

Ateneo Barcelones



Daniel Sempere, nell'ombra del vento, incontra  Gustavo Barcelò in calle Canuda 6, dove si trova l'Ateneo Barcelones "era - ed è tuttora - uno dei tanti luoghi della città in cui le lancette del tempo si sono fermate al XIX secolo"".
 
Il sito dell'Ateneo


 

Ingresso dell'Ateneo Barcelones
 


Daniel sale le scale dell'ingresso:
"Dal patio una scalinata in pietra conduceva ad un reticolo di corridoi e sale di lettura, dove invenzioni come il telefono, la fretta o l'orologio da polso sembravano anacronismi futuristici. Il custode, o forse solo una statua in uniforme, nel vedermi non battè ciglio. Raggiunsi il primo piano e benedissi le pale fruscianti di un ventilatore che dava sollievo ai lettori appisolati su libri e giornali".
In questo luogo Daniel conosce la nipote di Barcelò, Clara.
Molti anni prima David Martin, nel gioco dell'angelo, si rintanò in quelle sale per riflettere e decidere se accettare l'offerta fatta dal sinistro editore Andreas Corelli.


 

Ateneo Barcelones - mappa

24/04/10

Ufficio di Valera



L'ufficio dell'avvocato Velera si trova sulla Avenida Diagonal al numero 442.
Siamo nel Gioco dell'angelo. David Martin definisce il palazzo dove si trova lo studio dell'avvocato come "uno stravagante edificio modernista".
La descrizione prosegue così:
"La proprietà, in mancanza di migliori definizioni, sembrava un incrocio tra un gigantesco orologio a carillon e un vascello pirata, dotato di grandiosi finestroni e con un tetto a mansarda verde. In qualunque altro luogo della terra, quella struttura barocca e bizantina sarebbe stata proclamata una delle sette meraviglie del mondo o un aborto diabolico, opera di qualche artista pazzo posseduto da spiriti dell'aldilà. Nell'Ensanche di Barcellona, dove esemplari simili spuntavano dappertutto come trifogli dopo la pioggia, a stento riusciva a far sollevare un sopraciglio."




Casa Comalat.


 
L'edificio descritto da David è la cosidetta Casa Comalat, che si trova nella confluenza dell'avenida Diagonal con calle Corcega.
Questo edificio è stato costruito a partire dal 1909 e terminato nel 1911, progettato dall'architetto Salvador Valeri-i-Pupurull in stile tardo modernista.


 

Casa Comalat - mappa

14/04/10

Parco della Ciudadela



Questo è il luogo dove David Martin, nel Gioco dell'angelo, incontra per la prima volta il sinistro editore Andreas Corelli.


 

Parco della Ciudadela
  


Questo accade sulle rive del bacino artificiale del Deposito dell'acqua della Ciudadela dove David si risveglia dopo aver perso conoscenza quando stava per essere investito da un tram nei pressi della Sagrada Familia.
"Il Deposito de las Aguas aveva l'aspetto di un rozzo castello o di una prigione. Era stato costruito per fornire d'acqua i padiglioni dell'Esposizione Universale del 1888, ma col tempo il suo ventre di cattedrale laica aveva finito per servire da rifugio a moribondi e indigenti".
In questo bacino viene ripescato anche il corpo senza vita dell'avvocato Marlasca, apparentemente morto annegato. Ma il dubbio che sia stato ucciso è forte perchè era stato "due volte campione della traversata del porto a nuoto organizzata durante le feste natalizie dal Club Natacion Barcelona"


 

Parco della Ciudadela - mappa

13/04/10

Cimitero Poblenou



Conosciuto come "Cementiri Vell" o "dell'Est", è il cimitero più antico della città (Maggio 1818). La sua costruzione iniziò nel 1773, grazie al Vescovo Josè Climent, che volle cambiare l'usanza degli abitanti di Barcellona di seppellire nei conventi e nelle parrocchie.


 

Cimitero Poblenou
 


Siamo nel gioco dell'angelo.
Quando muore il libraio Sempere (nonno di Daniel, il protagonista dell'ombra del vento) Gustavo Barcelò, suo amico, organizza il funerale nel cimitero Poblenou.
"La folla si era riunita all'ingresso del cimitero ad aspettare l'arrivo del carro funebre. Nessuno osava parlare. Si sentiva il rumore del mare in lontananza e l'eco di un treno merci che scivolava verso la città di fabbriche che si estendeva alle spalle del camposanto."
Il sepolcro è "una lastra di marmo sobria e senza orpelli che passava quasi inavvertita". La vicino David può vedere la tomba di suo padre e aspetta che tutti siano andati via dopo la cerimonia per avvicinarsi alla tomba di Sempere e poggiare la mano sul marmo.


 

Cimitero Poblenou - mappa


30/03/10

Sagrada Familia



Nei romanzi di Zafon non poteva mancare il "tempio espiatorio", la famosissima Sagrada Familia.
Si trova in un isolato tra calle Provenza, calle de la Marina, calle Cerdena e calle Mallorca.




Sagrada Familia  in costruzione



A David Martin, nel Gioco dell'angelo, piaceva andare spesso a vedere la costruzione della cattedrale di Gaudì e si accorgeva che "non era cambiata, la città non smetteva di crescerle attorno, ma la Sagrada Familia rimaneva in rovina fin dal primo giorno"




La Sagrada Familia



Mentre David contemplava la Sagrada Familia "spuntava un'alba azzurra falciata da luci rosse che profilava le torri della facciata della Nativitat". Confuso da questa visione, David rischia di essere investito da un tram. "Stavo attraversando calle Mallorca quando vidi le luci di un tram che si avvicinava nella nebbiolina dell'alba. Sentii lo sferragliare delle ruote sui binari e il rintocco della campana che il conducente faceva suonare per avvisare del suo passaggio tra le ombre. Cercai di correre, ma non ci riuscii. Rimasi piantato li, immobile tra i binari a guardare le luci del tram che si lanciavano su di me. Sentii le urla del conducente e vidi la scia delle scintille sprigionate dalle ruote quando si bloccano i freni. E perfino allora, con la morte a pochi metri, non riuscii a muovere un muscolo."

Probabilmente Zafon ha voluto rendere omaggio a Gaudì in questo passo perchè il grande architetto fu investito da un tram mentre si recava alla chiesa di San Felipe Neri (vedi link qui sotto).


Antoni Gaudì
 

 




Sagrada Familia - mappa

23/03/10

Calle Joaquin Costa


Questa è una via piena di locali e pensioni a buon prezzo e al numero 33 si trova la Casa Almirall, dove nel Gioco dell'Angelo, il capo (alla Voz de la Industria) di David Martin, Don Basilio, organizza un circolo letterario.
Un giorno proprio alla Casa Almirall Don Basilio parla a David di un romanzo "che non finiva mai, dei progetti di ritirarsi dalla sua vita ritirata e dai suoi amoreggiamenti e dalle sue conquiste, che erano sempre piu giovani e nubili quanto più lui diventava anziano"




Casa Almirall



Nell'Ombra del vento, Fermin, l'aiutante dei Sempere, non si sente bene nella sua nuova dimora in una pensione proprio in calle Joaquin Costa. I problemi di adattamento alla sua nuova vita gli provocano un attacco che richiede l'intervento di un medico.




Calle Joaquin Costa



Daniel con il padre arrivano di corsa "Passammo di fronte alla Casa de la Misericordia e alla Casa de la Piedad, ignorando le squallide proposte che provenivano dai portici bui, nell'odore di sterco e di carbone. All'angolo con calle Ferlandina imboccammo Joaquin Costa, poco più di una fenditura tra due file di alveari anneriti nell'oscurità del Raval".




Calle Joaquin Costa - mappa

19/03/10

Carrier de la Palla



David Martin, nel Gioco dell'angelo, ha un ricordo del padre che va in una libreria, in carrier de la Palla, per comprargli un libro, "ma non sapeva leggere i titoli sulle coste delle centinaia di libri esposti, e uscì a mani vuote"




Carrier de la Palla.



La carrier de la Palla un tempo era nota per i molti negozi di antiquariato, gallerie d'arte e librerie antiquarie, ormai quasi tutte sparite.




Carrier de la Palla - mappa

15/03/10

Calle Flassaders 30


David Martin ha incassato una somma cospicua dal suo sinistro editore e quindi decide di lasciare la pensione per prendere in affitto una grande casa situata al numero 30 di calle Flassaders.
"La proprietà, completata da un torrione che sorgeva da una facciata lavorata a rilievi e gargolle, era chiusa da anni, il portone sprangato con catene e catenacci picchiettati di ruggine".




Calle Flassaders



La torre, dove David passa parecchio tempo, "disegnava un belvedere sospeso sui tetti del quartiere di Ribeira" [...] "I tetti della città vecchia brillavano di brina e un cielo porpora si stendeva sopra Barcellona. Al suono delle campane di Santa Maria del Mar, una nuvola di ali nere si alzò in volo da una piccionaia. Un vento freddo e tagliente mi portò l'odore dei moli e delle ceneri di carbone che uscivano dalle ciminiere del quartiere."




Calle Flassaders 30 - mappa

11/03/10

Plaza dels Angels




Plaza dels Angels - come era



Plaza dels Angels è il luogo dove si trova la casa editrice che pubblica i romanzi di appendice di David Martin.

Siamo nel gioco dell'angelo. La casa editrice si trova esattamente al numero 6, che oggi non esiste più, visto che la plaza dels angels ha subito una trasformazione radicale visto che proprio li si è costruito il Museo de Arte Contemporaneo.






Plaza dels Angels - oggi



La casa editrice, gestita da Josè Barrido e Josè Luis Lopez Escobillas, venne data fuoco e quando David si reca sul posto vede "un gruppo di ragazzini intenti a scavare tra i mucchi di macerie".

In mezzo a quelle macerie vede pure una puntata della Città dei maledetti, da lui scritta, bruciacchiata dall'incendio.






Plaza dels Angels - mappa


07/03/10

Palau de la Musica




Il Gioco dell'angelo. David Martin ha trascorso la sua infanzia con il padre abitando in una piccola soffitta "sospesa sul cantiere del nuovo auditorium del Palau de la Musica de l'Orfeo Català".

L'auditorium è stato costruito all'inizio del XX secolo e inaugurato il 9 febbraio del 1908, proprio nel periodo in cui David abitava in quel piccolo appartamento "freddo e angusto in cui il vento e l'umidità sembravano prendersi gioco dei muri".





Particolare della facciata dell'auditorium



Il piccolo appartamento stava davanti all'auditorium: "Io mi sedevo sul piccolo balcone con le gambe penzoloni a vedere la gente che passava a contemplare quella scogliera di sculture e colonne impossibili che cresceva dall'altra parte della strada e che a volte mi sembrava quasi di poter toccare con le dita, mentre altre, la maggioranza, mi parevano lontane come la luna".




Il sito del Palau de la Musica





palau de la musica catalana - mappa








03/03/10

La funivia




La Funivia fu costruita in occasione dell'Expo di Barcellona del 1929 e così la descrive David Martin nel gioco dell'angelo:


"si innalzava a cento metri d'altezza in un ammasso di cavi e acciaio che provocava le vertigini al solo vederlo [... ] La funivia attraversava la darsena del porto da quella prima torre a un pilastro centrale che ricordava la torre Eiffel e serviva da fulcro e dal quale partivano le cabine sospese nel vuoto nella seconda parte del tragitto fino al Montjuic, dove si trovava il cuore dell'Esposizione".






I tralicci della funivia



David Martin dentro una delle cabine della funivia si incontra una volta con Andreas Corelli e una volta deve lottare con l'ispettore Grandes
"Una volta che la porta fu bloccata, la cabina riprese il tragitto. Uscimmo dalla torre della darsena e iniziammo l'ultimo tratto della traversata. Grandes si avvicinò al finestrino e contemplò il panorama della città, un miraggio di luci e brume, cattedrali e palazzi, vicoli e grandi viali intessuti in un labirinto di ombre".





Zona della Barceloneta dove parte la funivia