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08/09/12
31/03/11
Qui ci sono i ricordi di centinaia di persone, le loro vite, i sentimenti, le illusioni, la loro assenza, i sogni che non sono mai riusciti a realizzare, le delusioni, i tradimenti e gli amori non corrisposti che hanno avvelenato le loro esistenze...
Qui c'è tutto questo prigioniero per l'eternità.
29/03/11
"Un legame di sguardi e di silenzi li univa tra le ombre di quella casa, alla fine di una strada isolata dove si prendevano cura l'uno dell'altro, lontani dal mondo."
28/12/10
03/04/10
El Raval
"Quando arrivammo ai confini del Raval la nebbia invadeva i vicoli, appena rischiarata dalle luci di tuguri e squallide bettole. Ci eravamo lasciati alle spalle l'allegra animazione delle Ramblas e ci addentravamo nel quartiere più miserabile della città. Non c'era traccia di turisti o di curiosi. Sguardi furtivi ci seguivano da portoni maleodoranti e da finestre ritagliate su facciate che si sgretolavano come l'argilla. L'eco dei televisori e delle radio rimbombava in quei canyon di miseria, senza mai oltrepassare i tetti. La voce del Raval non arrivava al cielo"
El Raval - mappa
14/02/10
Foix de Sarria.

Foix de Sarria
"Ne provi uno [...] E' la Mercedes benz dei croissant. E non si confonda, questa non è semplice marmellata, è un monumento".

23/01/10
Plaza de Cataluna
Michail fece costruire una villa per Irina velle vicinanze del Paque Guell e durante i lavori i due alloggiavano all?Hotel Colon, situato in Plaza Calalunia:
Ricevevo i gioiellieri di Baugues nei miei appartamenti. I migliori sarti mi prendevano le misure per confezionarmi un guardaroba da imperatrice. Persone mai viste mi salutavano ossequiose per strada o nella hall dell'albergo"

Hotel Colon attuale
L'Hotel Colon fa da sfondo agli intrighi dell' "Assassinio al Circolo del Liceo", il romanzo scritto da Pedro Vidal nel Gioco dell'Angelo, dove lo scrittore immagina un crimine passionale nella suite nunziale dell'Hotel Colon.
Sempre Vidal nel torrione della sua villa possiede una radio "un arnese delle dimensioni di un piccolo meteorite che aveva comprato mesi prima, quando erano state annunciate le prime trasmissioni di Radio Barcellona dagli studi cammuffati sotto la cupola dell'Hotel Colon"
L'Hotel Colon descritto nei romanzi di Zafon fu distrutto durante la guerra civile e al suo posto fu costruita una banca, che adesso si è ritrasformata in albergo di prima classe.

La vecchia libreria Catalonia
"Mi decisi ad entrare e chiesi una copia. L'aprii a caso e cominciai a rileggere passi che conoscevo a memoria e che avevo finito di limare da appena un paio di mesi. Non trovai in tutto il libro una sola parola che non ci avessi messo io, eccetto la dedica 'A Cristina Sagnier, senza la quale...' ".

Plaza de Cataluna - mappa
20/01/10
La Borsa
"Furono spediti inviti a tutti i grandi azionisti, alle famiglie più in vista di Barcellona... La sera della festa pioveva a catinelle. La borsa era agghindata come un palazzo delle favole".
Alla fine tutti gli invitati alla festa declinarono l'invito e Kolvenik si ritrovò da solo nella grande sala della Borsa:
"sfoggiava un impeccabile frac e fumava una sigaretta, di quelle che si faceva arrivare da Vienna"

La Borsa
La Borsa di Barcellona si trova al n°1 del paseo Isabel II

12/01/10
Parque Guell
David Martin arriva alla casa di Corelli in taxi "Ci vollero una ventina di minuti per attraversare la città e risalire il pendio della collina su cui si trovava il bosco spettrale dell'architetto Gaudì".
Come gli aveva indicato l'editore, la casa era situata all'angolo tra calle Olot e calle San Josè de la Montana, proprio a fianco dell'ingresso del Parque Guell "Intravidi nella parte alta del pendio la grande porta del recinto. Tre anni prima, alla morte di Gaudì, gli eredi del conte Guell avevano venduto al comune quell'area deserta che non aveva mai avuto altro abitante se non il suo architetto al prezzo di una peseta".
Quando David Martin varca il cancello della casa di Corelli siamo nel 1929, Gaudì (1852 - 1926) era appunto morto tre anni prima.

Parque Guell
Anche in Marina troviamo il Parque Guell, infatti il perverso Michail Koolvenik, fa costruire proprio in quel luogo una villa per la sua amata Eva Irinova.

Parque Guell - mappa
10/01/10
Kafka
Il gatto di Marina si chiama Kafka, come l'autore della Metamorfosi (1883-1924).
"Il gatto mi rispose con un semplice ron ron e, come un flemmatico maggiordomo, mi fece strada attraverso il giardino".

01/01/10
La cattedrale
"La folla si assiepava lungo tutto il viale della cattedrale per godersi il fasto e la maestosità dello spettacolo."
Era il 24 giugno 1935.
Quella fù una cerimonia infausta.
Sergej Glazunow, agente di Eva, riesce a superare il cordone di sicurezza e si lancia addosso agli sposi.
Glazunow getta il contenuto di una bocetta di vetro in faccia alla Irinova.
"L'acido corrose il velo da sposa in una nuvola di vapore. Un urlo squarciò il cielo. La confusione più totale si impossessò della folla e, in un battibaleno, l'aggrassore si dileguò tra la gente"
I lineamenti di Eva "si dissolvevano a contatto con l'acido come acquarelli nell'acqua [...] . L'acido aveva risparmiato gli occhi della giovane, che riflettevano orrore e sofferenza".
Eva perde conoscenza "il suo viso si era trasformato in una grottsca maschera di ossa e carne viva"


29/12/09
Barrio Gòtico


22/12/09
Pagine bianche
"Le pagine sono bianche..."
"Per ora" risposi. "Abbiamo una bella storia da raccontare, e scriverla è compito tuo."
Strinse il libro al petto.

18/12/09
Marina - Prefazione dell'autore
ho sempre creduto che ogni scrittore, lo ammetta o no, ha tra i propri libri qualcuno a cui è più affezionato. Questa predilezione non ha quasi mai a che fare con il valore letterario intrinseco dell'opera né con l'accoglienza dei lettori né con gli agi o le ristrettezze che la sua pubblicazione gli ha procurato. Per qualche strana ragione, ci si sente più vicini a qualcuna delle proprie creature senza che se ne sappia spiegare bene il perché. Fra tutti i libri che ho pubblicato da quando, verso il 1992, ho iniziato questo strano mestiere, Marina è uno dei miei preferiti.
Scrissi il romanzo a Los Angeles tra il 1996 e il 1997. Avevo allora quasi trentatré anni e iniziavo a sospettare che la prima gioventù, come l'aveva definita qualche sempliciotto, mi stesse scivolando tra le dita a velocità di crociera. In precedenza avevo pubblicato tre romanzi per ragazzi, e poco tempo dopo essermi imbarcato nella stesura di Marina ebbi la certezza che sarebbe stato l'ultimo libro del genere che avrei scritto. Via via che procedevo, tutto in quella storia cominciò ad avere un sapore di addio, e quando la terminai ebbi l'impressione che qualcosa dentro di me, qualcosa che ancora oggi non so bene cosa sia ma che mi manca ogni giorno, fosse rimasto lì per sempre.
Marina è probabilmente il più indefinibile e il più difficile da classificare dei tanti romanzi che ho scritto, e forse il più personale di tutti. Paradossalmente, la sua pubblicazione è quella che mi ha causato più dispiaceri. È sopravvissuto a dieci anni di edizioni pessime e spesso fraudolente che a volte, senza che io potessi fare granché per evitarlo, hanno confuso molti lettori tentando di spacciare il romanzo per quello che non era. E tuttavia, lettori di ogni età e condizione continuano a scoprire qualcosa tra le sue pagine e ad accedere a quella soffitta dell'anima di cui ci parla Oscar, il suo narratore.
Marina alla fine torna a casa, e il racconto che Oscar conclude per lei può ora essere scoperto dai lettori, per la prima volta, nelle condizioni che l'autore ha sempre desiderato. Forse adesso, con il loro aiuto, sarò in grado di capire perché questo romanzo continua a essere presente nella mia memoria come il giorno in cui ho finito di scriverlo, e riuscirò a ricordare, come direbbe Marina, quello che non è mai accaduto.
C.R.Z.
Barcellona, giugno 2008

13/12/09
La stazione Francia
Marina inizia proprio alla stazione Francia "una cattedrale fatta di nebbia e di ferro". Qui si incontrano un poliziotto e un ragazzo scomparso, che si chiama Oscar. I due si congedano con la frase "Scompare solo la gente che ha qualche posto dove andare".
Oscar ritornerà spesso in quel luogo. "Alla stazione, German si sedette in un bar, mentre io e Marina andavamo a comprare i biglietti. Al momento di partire, German mi abbraccò con tale intensità che fui sul punto di mettermi a piangere. Poi, con l'aiuto di un facchino, salì in vettura per lasciarmi salutare Marina da solo. L'eco di mille voci e fischi si perdeva sotto l'enorme volta della stazione".
Oscar torna alla stazione al rientro dei suoi due amici "Avevo sempre pensato che le vecchie stazioni ferroviarie fossero tra i pochi luoghi magici rimasti al mondo: I fantasmi di ricordi e di addii vi si mescolavano con l'inizio di centinaia di viaggi per destinazioni lontane, senza ritorno. Se un giorno dovessi perdermi, che mi cerchino in una stazione ferroviaria, pensai" [...] "Il treno irrompeva al galoppo in stazione. Imboccò il binario e i freni gemettero. Lentamente, con la flemma dovuta alla stazza, si fermò. I primi passeggeri, figure senza nome, iniziarono a scendere. Scrutai il marciapiede con il cuore che batteva a mille".

Troviamo la stazione Francia nel Gioco dell'Angelo, infatti è uno dei luoghi che David Martin preferisce "quella volta di acciaio e vetro dall'aspetto di cattedrale". Li David si reca per attendere la sua amata Cristina e, riferendosi alla pioggia "batteva già con forza sulla volta della stazione".

08/12/09
Lamè
"Mi avvicinai alla veranda illuminata da cui proveniva quel suono indescrivibile. La voce di una donna. Il tenue alone di cento candele palpitava all'interno. Intravidi il trombone dorato di un vecchio grammofono su cui girava un disco."

01/12/09
Marina e Oscar
"Resta qui con me"
Si sedette davanti allo specchio. Con una spazzola cercò inutilmente di sciogliere il groviglio di capelli che le cadevano sulle spalle. Le mancavano le forze.
"Lascia fare a me" e le tolsi la spazzola dalle mani.
La pettinai in silenzio, mentre i nostri sguardi si incontravano nello specchio. Marina mi strinse forte la mano e se la premette contro una guancia. Le sue lacrime mi bagnarono le dita e mi mancò il coraggio di chiederle perchè piangeva.

28/11/09
Il cimitero di Sarrià
"Il cimitero di Sarrià uno dei luoghi più nascosti di Barcellona. Se lo si cerca nella cartina non si trova. Se si chiede a qualche abitante del quartiere o a un tassista come arrivarci è molto probabile che non lo sappiano, anche se tutti ne hanno sentito parlare. Se poi qualcuno decidesse di trovarlo da solo, quasi sicuramente si perderbbe. I pochi che sono in posssso del segreto sospettano che questo vecchio cimitero sia, in realtà, un'isola del passato che compare e scompare a suo capriccio"

Il cimitero di Sarria
08/11/09
Marina - Personaggi
Adolescente che scopre il primo amore e il senso dell'avventura e della perdita.
Marina.
Delicata, sensibile e colta, rivela a Oscar la sua filosofia della vita e della morte.
German Blau.
Il padre di Marina, pittore, elegante e colto.
Michail Kolvenik.
Proprietario della fabbrica Velo-Granell; la ricchezza gli porta solo disgrazie e finisce per dedicarsi a morbosi esperimenti con i cadaveri.
Eva Irinova.
Cantante d'opera per la quale Kolvenik costruisce un teatro. Laggressione di un nemico del marito, il giorno delle nozze, le sfigura il volto.
Joan Shelley.
Medico traumatologo, amico e collaboratore di Kolvenik.
