31/03/11


Qui ci sono i ricordi di centinaia di persone, le loro vite, i sentimenti, le illusioni, la loro assenza, i sogni che non sono mai riusciti a realizzare, le delusioni, i tradimenti e gli amori non corrisposti che hanno avvelenato le loro esistenze...

Qui c'è tutto questo prigioniero per l'eternità.




29/03/11


"Un legame di sguardi e di silenzi li univa tra le ombre di quella casa, alla fine di una strada isolata dove si prendevano cura l'uno dell'altro, lontani dal mondo."




06/02/11


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http://www.youtube.com/watch?v=HWHJwNO1KFU



 






04/02/11

In libreria il 13 maggio 2011


CARLOS RUIZ ZAFÓN - LE LUCI DI SETTEMBRE



Il terzo romanzo scritto da C.R. Zafon finalmente in uscita anche in Italia



Strane luci brillano nella nebbia

che circonda l’isola del faro...



Durante l’estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta

all’improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli,

Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla

costa per sfuggire agli ingenti debiti accumulati dal marito.

Trova lavoro come governante per il facoltoso fabbricante di

giocattoli Lazarus Jahn in una gigantesca magione chiamata

Cravenmoore, dove l’uomo vive con la moglie malata.

Tutto sembra andare per il meglio. Lazarus si dimostra

un uomo gradevole, tratta con riguardo Simone e i figli, a

cui mostra gli strani esseri meccanici che ha creato – e che

sembrano avere vita propria – mentre Irene si innamora

di Ismael, il cugino di Hannah, la cuoca della casa.

Ma eventi macabri e strane apparizioni sconvolgono

l’armonia di Cravenmoore: Hannah, viene trovata morta

e una misteriosa ombra si impossessa della tenuta.

Spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico

invisibile per salvare Simone e svelare l’oscuro segreto che

avvolge la fabbrica dei giocattoli, un enigma che li unirà

per sempre e li trascinerà nella più emozionante delle

avventure in un mondo labirintico di luci e ombre.









In libreria il 13 maggio 2011


23/08/10

Intervista a Carlos Ruiz Zafon


Conoscendo l’eccentrica planimetria degli edifici di cui costella le sue pagine col puntiglio e la severità di un cartografo, mi aspettavo che Carlos Ruiz Zafón, in quella Los Angeles che ha eletto a sede permanente, fosse andato alla ricerca di un luogo insolito, per non dire maledetto. Non vi so dire quindi il mio stupore quando, con un sorriso fanciullesco sulle labbra, mi ha fatto strada in un superattico che sovrasta il Sunset Boulevard.



«Cosa si aspettava», mi chiede accorgendosi del mio disagio, «che detestassi le autostrade della California, per caso?». «Non dico questo, ma credevo avesse scovato un luogo simile alla Barcellona piovosa dell’Ombra del vento», cerco di giustificarmi. «E perché mai? Non tutti siamo come Pierre Louys che si creò, per la gioia dei suoi fans, una casa-museo per confondere le idee sulla sua solitudine. Uno scrittore ha bisogno di un posto tranquillo per evocare le immagini che lo assediano».

QUI L'INTERVISTA COMPLETA