"In questa vita si perdona tutto, tranne la verità"
15/04/12
30/03/12
La fotografia
Continuai a viaggiare nella memoria del povero Manuel fino a imbattermi in una pagina con una fotografia che non sembrava legare con il resto: una bambina di otto o nove anni camminava su un piccolo molo di legno sporgente su una lastra luminosa di mare.
Era per mano a un adulto, un uomo con un abito bianco tagliato fuori dall'inquadratura. In fondo al molo si potevano notare una piccola barca a vela e un orizzonte infinito dove tramontava il sole.
La bambina, di spalle, era Cristina.
«Questa è la mia preferita» mormorò Cristina.
«Dove è stata scattata?»
«Non lo so. Non ricordo né il posto né il giorno. Non sono nemmeno sicura che quell'uomo sia mio padre. E' come se quel momento non fosse mai esistito. L'ho trovata anni fa nell'album di mio padre e non ho mai
saputo cosa significhi. E' come se volesse dirmi qualcosa.»
da "Il gioco dell'angelo"
"Martin portava sempre con sè una vecchia foto che amava contemplare a lungo. Vi era raffigurato un uomo vestito di bianco che teneva per mano una bambina di una decina d'anni. Guardavano il tramonto dalla punta di un piccolo molo di legno che partiva dalla spiaggia come una passerella tesa su acque trasparenti. Quando Fermin gli chiedeva della foto, Martin restava in silenzio e si limitava a sorridere prima di rimettere l'immagine in tasca."
da "Il prigioniero del cielo"
04/03/12
Fabio Fazio intervista Carlos Ruiz Zafòn
Lo scrittore spagnolo presenta "Il prigioniero del cielo", terzo capitolo della tetralogia gotica di Barcellona iniziata, nel 2001, con "L’ombra del vento", caso letterario internazionale con un milione e mezzo di copie vendute solo in Italia; del 2008 è il prequel, "Il gioco dell’angelo", tradotto come il precedente in oltre 40 lingue in tutto il mondo; tra gli altri romanzi, ricordiamo "Marina", "Il Palazzo della Mezzanotte", "Le luci di settembre" e "Il Principe della Nebbia"lingue in tutto il mondo; tra gli altri romanzi, ricordiamo "Marina", "Il Palazzo della Mezzanotte", "Le luci di settembre" e "Il Principe della Nebbia"
Clicca sul collegamento qua sotto per vedere l'intervista integrale:
26/02/12
Il prigioniero del cielo, la prima pagina
Ho sempre saputo che un giorno sarei tornato su queste strade per raccontare la storia dell'uomo che ha perso l'anima e il nome tra le ombre di quella Barcellona immersa nel torbido sonno di un tempo di cenere e silenzio. Sono pagine scritte con il fuoco al riparo della città dei maledetti, parole incise nella memoria di colui che tornò dal mondo dei morti con una promessa scolpita nel cuore e il prezzo di una maledizione. Il sipario si alza, il pubblico tace e, prima che l'ombra che grava sul suo destino discenda dal macchinario teatrale, una compagnia di bianchi spettri entra in scena con una commedia sulle labbra e la benedetta innocenza di chi, credendo che il terzo atto sia l'ultimo, ci viene a raccontare una favola natalizia senza sapere che, mentre gira l'ultima pagina, l'inchiostro del suo fiato lo trascinerà in maniera lenta e inesorabile nel cuore delle tenebre.
Julian Carax, El Prisionero del Cielo
(Editions de la Lumiere. Paris. 1992)
Julian Carax, El Prisionero del Cielo
(Editions de la Lumiere. Paris. 1992)
10/02/12
29/01/12
Data fissata per l'uscita nelle librerie italiane: 28 febbraio 2012
Il nuovo capitolo della tetralogia de "Il cimitero dei libri dimenticati" In tutte le librerie a fine febbraio al prezzo di 21,00 €
02/12/11
Intervista a Carlos Ruiz Zafón: ritorno al Cimitero dei Libri Dimenticati

Esce il nuovo libro dello scrittore catalano, El prisonero del cielo (il prigioniero del cielo ndt) terzo capitolo della serie del cimitero dei libri dimenticati. Dopo i best sellers L'ombra del vento e Il gioco dell'angelo . Scopriamo i segreti di un grande successo editoriale in un'intervista apparsa sul quotidiano spagnolo Abc.
Si dice che i suoi romanzi abbiano qualcosa di Borges, delle atmosfere alla Dickens.. Lei come accoglie questi paragoni tanto lusinghieri?
Uno scrittore deve rispettare tanto le lusinghe, quanto i giudizi critici, ma senza prestarvi troppa attenzione. È meglio continuare a essere obiettivi sul proprio lavoro, esserne il primo e l'ultimo giudice. Alla fine di ogni giornata si resta da soli con la propria coscienza. Le lusinghe fanno piacere, ma ognuno deve conservare il proprio "radar": sapere da dove viene e dove sta andando, senza aspettare che qualcun altro glielo dica.
Che cosa troveremo in El prisionero del cielo?
Un libro che si ricollega al mondo del Cimitero dei Libri Dimenticati, forse più vicino a L'ombra del vento che a Il gioco dell'angelo, sia nel tono, sia nell'esperienza che ne avranno i lettori. Un romanzo dinamico, in un certo senso divertente, che vuole trasmettere emozioni, avventura, humour, magia e amore. Più agile e leggero de Il gioco dell'angelo, il volume più oscuro e difficile dei quattro, El prisionero del cielo permette di reinterpretare i due libri precedenti della serie. Le cose che i lettori hanno trovato confuse o ambigue ne Il gioco dell'angelo - il significato, ma anche il modo in cui si conclude - vengono chiarite. È il romanzo di Fermín Romero de Torres, in cui si svelano finalmente le caratteristiche che costituiscono il personaggio.
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Questi quattro romanzi sono ora diventati la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. Si aspettava che sarebbero stati ribattezzati così?
Quel nome è sempre stato lì. Fin dall'inizio, ogni volta che cercavo di spiegare la mia idea di scrivere quattro libri indipendenti ma collegati tra loro, dicevo che il cuore di quell'universo era proprio il Cimitero dei Libri Dimenticati. Quindi immagino che questo ciclo non potesse chiamarsi in nessun altro modo.
Stavolta è trascorso meno tempo del solito tra l'uscita di un libro e del seguente..
L'ho detto anche prima, il momento più duro è stato quello de Il gioco dell'angelo. Da lì in poi la vicenda e l'azione accelerano, tutto inizia ad andare al proprio posto e la serie si carica di forza e mordente. Mi piaceva l'idea di uscire da quel tunnel.
Ne Il gioco dell'angelo compariva il personaggio del diabolico editore francese Corelli, stavolta invece siamo alle prese con Mauricio Valls, gerarca della cultura franchista dal torbido passato. Si è ispirato a qualche personaggio reale?
Valls è un personaggio molto particolare, con una personalità davvero sfaccettata. In un certo senso parte di lui incarna molte delle cose che vediamo nella nostra società, nei meccanismi del potere, della vita pubblica, della "versione ufficiale" che ci vogliono vendere. Con lui ci troveremo faccia a faccia con buona parte delle torbide regole del gioco della vita.
El prisionero del cielo presenta una trama molto dialogata e veloce, con un finale che suona proprio come un "Continua...". I lettori vorranno sapere, prima o poi, come si concluderà questa tetralogia..
Sono abbastanza sicuro che non dovranno attendere molto. La storia ha già imboccato la traiettoria finale, e ci sono già tutti gli elementi di tensione che porteranno allo scioglimento e al gran finale. E poi è una cosa che sento anch'io come autore: mi piace sempre tornare in quel mondo, soprattutto ora che si sta per innescare il gran finale delle danze.
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